Led magazine numero 0

Cantiere ‘a web aperto’

bgLED_evidenza1Lidea di LED non nasce da troppo lontano, frutto di unintuizione fra maggio e giugno scorsi. Più lontane e profonde sono le sue radici, anche graficamente presenti nella testata, con quella dicitura in verticale: Foro Pontino’. Attesta l’esperienza – per noi preziosa – della decennale direzione editoriale della storica rivista dell’Ordine Avvocati di Latina. Il sito – di fresco restyling – raccoglie in pdf le annate complete del cartaceo.

Di quella storia editoriale, nota – per forza di cose – quasi esclusivamente al pur esteso àmbito dell’avvocatura, non volevamo disperdere nulla e, anzi, provare a valorizzarne il patrimonio fatto di risorse professionali, umane, diremmo quasi … vocazionali.

E’ quello il punto di partenza e primo riferimento, che dà conferma a un’idea che ci appare – questa sì -nuova per il nostro territorio: uno spazio editoriale che si offra e sia di servizio per tutti quelli che lavorano. Lavorano e ci credono, lavorano e sperano, lavorano e ancora non mollano. Ai Professionisti, in primis, orfani da troppo tempo di un vento un po’ più fresco e dinamico di quello (fin troppo istituzionale, ammettiamolo!) dei periodici di categoria; alle Imprese (verrebbe da scrivere: “di ogni ordine e grado”): le grandi Aziende come le piccole Artigiane, indistintamente accomunate dal rischio crisi e da problemi irrisolti chiamati burocrazia, dissesti amministrativi, ritardi normativi. Alla Società dei cittadini, che tutto questo mondo raccoglie, crogiuolo multiforme e decisivo, causa ed effetto della realtà quotidiana, ragione e strumento di sfide, problemi, soluzioni.

Affidiamo il nostro ‘cantiere a web aperto’ a un pubblico per noi ancora ignoto, ma di cui crediamo conoscere almeno una primaria esigenza: quella di scoprire, in questo rinnovato strumento di comunicazione, la possibilità di interpretare e dare voce ai più veri e profondi interessi sociali e culturali del territorio, ma facendolo da compartecipi e sempre più diretti ispiratori dei contenuti.

Tutti chiamati ad un confronto ineludibile con la digitalizzazione e le nuove frontiere della rete, pensiamo a questo nascente periodico come uno strumento duttile e agile, capace perfino di reinterpretarsi come mezzo e veicolo di attività ‘altre’, non esclusivamente o tradizionalmente ‘editoriali’, anche se elaborate e valutate col supporto della Redazione. Perché siamo curiosi di convegni ed eventi formativi da diffondere e disseminare documentandone i contenuti più da vicino di quanto non avvenga d’abitudine; perché pensiamo a rubriche di servizio che siano modalità originale di creare ‘vetrina’, così raccontando dall’interno un evento culturale, uno studio professionale o un’azienda ricca di storia ed esperienza da diffondere a beneficio del proprio stesso territorio che – a sua volta – da un simile racconto possa trarre conoscenza e informazione.

Fino ad oggi in allestimento, con pagina volutamente tenuta riservata, la rivista online decide di aprire al pubblico quello che, ne siamo ben consapevoli, rimane un vero‘cantiere … a web aperto’.

Siamo convinti valga la pena di affrontare il rischio e, a costo di apparire precipitosi e imprudenti, scendiamo da subito in ‘mare aperto’ per il confronto immediato con i lettori.

Noi stessi vogliamo farci interlocutori curiosi e conoscere da vicino quanti decideranno di seguirci, soprattutto in queste prime settimane. Offriamo il nostro impegno a quanti decideranno soprattutto di ‘sfruttare’ il nostro progetto e utilizzare LED come ‘proprio’ strumento per sollecitare analisi fin qui trascurate, comunicare e diffondere tematiche più specifiche e settoriali, per suggerire al nostro gruppo – di curiosi e liberi comunicatori – argomenti che sfuggono ai tempi più serrati della cronaca e pure ne sono, a ben guardare, il vero e più profondo contenuto.

L’invito, dunque, è semplice e impegnativo insieme: provare a conoscere Led nelle sue pieghe, anche solo impostate e in attesa di acquisire i contenuti che via via si inseriranno (distribuiti secondo le ‘categorie’ dei menu a tendina); provare a familiarizzare con la grafica, a conoscerne gli spunti, a scoprire le rubriche da sviluppare, le prime interviste o i resoconti di eventi culturali…

Potremmo continuare, per quante sono le idee e i propositi che urgono nei nostri cassetti.

Invece è saggio fermarsi qui, in attesa di vivere e sperimentare i primi passi, sicuramente intensi, del ‘cantiere’ aperto!

Annalisa Romaniello

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