FOIBE: QUANTI ANNI ANCORA DI IGNORANZA?

10 febbraio. La giornata in ricordo delle vittime delle foibe ha vissuto a Latina un fatto di cronaca
bassa, un vandalismo che da fenomeno di quartiere si guadagna la visibilità
massima invadendo un segno di memoria che è di tutto il Paese. Da poche ore si era svolta la
cerimonia di intitolazione del Giardino di Norma Cossetto, in via Cimarosa e via Banchieri, nel
cuore del quartiere Q4 del capoluogo pontino, e già nella serata lo scempio della stele
commemorativa ad una delle povere vittime istriane era cosa fatta. Vernice rossa per il logo di una
pseudo Autonomia Operaia, ma davvero non sentiamo abbia alcun senso neanche il tentativo di
cercare un simbolo, una sigla, un senso politico a ciò che mai potrà averne.FOIBE: QUANTI ANNI ANCORA DI IGNORANZA? 1

Il gesto è bastato a violare e così ‘commemorare’ la figura di Norma Cossetto, studentessa italiana dell’Istria, di cui i partigiani jugoslavi nel 1943 fecero martirio con violenze ripetute fino all’infoibamento presso Villa Surani. La vicina Visignano (in croato Višnjan; in veneto Visignan) è oggi un comune croato di 2.266 abitanti, nell’Istria occidentale, non lontano dalla più grande Parenzo.
Per quanti, italiani della Venezia Giulia e della Dalmazia, furono travolti dalla furia delle truppe jugoslave del Maresciallo Tito all’indomani della 2^ guerra mondiale, non c’è memoria che valga – ancora a tutt’oggi – a definirne neanche il numero finale. Una generale mancanza di documenti e le ritrosie del governo jugoslavo (e successivamente quello croato), da sempre hanno impedito inchieste serie e approfondite per determinare il numero di perdite civili.
Noi registriamo come al triste caso di Latina si aggiungono, nella stessa giornata del 10 febbraio,
molti altri esempi di violenza dissacrante e oltraggiosa nel nostro paese: da Genova – vernice rossa
contro il monumento cella memoria al cimitero monumentale di Staglieno con i fiori delle corone –
rimasti dopo la cerimonia ufficiale di celebrazione – gettati nel greto del Bisagno. Firenze non da
meno, con bandiere della Jugoslavia di Tito esposte fuori della sede del Centro Popolare
Autogestito Firenze Sud.
La legge che istituì la giornata del ricordo delle vittime delle foibe ha visto la luce nel 2004 e ancora
oggi troppo vasta è la popolazione ignara o quasi per nulla informata della realtà vissuta e patita da
tanta parte di italiani tragicamente espulsi e sterminati nella propria terra d’origine.
Un olocausto silente? Una strage dimenticata? Antiodoto alle gravi dimenticanze della Storia non
può che essere una cultura dell’Informazione e della Conoscenza. L’unica che, senza confini ideologici né finalità di subdola politica, possa restituire Verità alle coscienze e, finalmente,
riempire di senso il Giorno del Ricordo.

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