Formazione: cambio di mentalità per l’avvocato moderno
Prosegue il Corso in Diritto Sportivo – Latina Hotel Europa fino al 7 ottobre 2016
Queste le riflessioni dell’Avv. Gabriella Guglielmo, Presidente della Fondazione “Michele Pierro”, sull’impegno formativo che oggi è richiesto alla classe forense
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Avv.Gabriella Guglielmo

D. La prima giornata del corso in Diritto Sportivo è stata incentrata su “spazi di mercato per gli avvocati”: quanto è effettivamente sfruttabile il settore sportivo per l’operatore del diritto, al di là degli scenari dello sport milionario cui siamo abituati dai giornali?
Si, ma dobbiamo innanzitutto chiarirci su un aspetto: se non capiamo che non possiamo più restringere il nostro ambito di operatività ai confini del circondario e non ci liberiamo dalla sindrome del provincialismo, nessuna opportunità di crescita sarà mai intravista dagli avvocati ed il nostro destino continuerà sempre ad essere quello di dividerci le briciole di un mercato oramai saturo.
Fondi Europei, Sport, Diritto Tributario, Corte di Giustizia, Controversie transfrontaliere, ma anche consulenza d’impresa, legislazione scolastica, per citarne solo alcuni, sono ambiti in cui ci si cimenta poco perchè la mentalità è quella di studiare e specializzarsi solo dopo aver avuto la pratica mentre il percorso è esattamente quello inverso: per essere competitivo devi essere prima di tutto competente.
I Colleghi con i quali abbiamo disegnato il corso mi hanno spiegato che nella disciplina speciale dello sport non rientra solo il contratto milionario dei campioni o i grandi processi mediatici per doping. Anche la tutela di una squadra locale esclusa da una competizione o un incidente durante una gara segue una legislazione speciale.
Seguardiamo il tutto da questa prospe
ttiva, allora si, certo, è un settore sfruttabile.”

D. Qual è stata la risposta degli avvocati, in termini di adesioni?
“Gli iscritti sono sufficienti a garantire la copertura dei costi del corso ma, ribadisco, se non si comprende che la formazione è prima di tutto opportunità di crescita e non solo formale rispetto dei regolamenti, si cresce poco e ci si lamenterà sempre di più per la qualità e quantità di lavoro”.

D. Tra i relatori figurano massimi rappresentanti dei diversi ambiti nazionali sia della giustizia sportiva, di CONI e della FIGC ma anche del mondo accademico. Il foro di Latina può già vantare esperienze e professionalità locali, in linea con questo nuovo settore?
“Nella mia lunga esperienza – all’Ordine prima ed in Fondazione poi – ho potuto verificare che l’avvocatura pontina non è un’avvocatura di serie B (per rimanere nell’ambito sportivo) come forse noi stessi siamo portati a credere e come forse certa stampa tende a dipingerci. Non voglio fare torto a nessuno e chiedo scusa se dimentico qualcuno, ma Giuseppe Napoleone, Giovanni Fontana, Claudio Erasmi, Matteo Sperduti, Simone Di Leginio non hanno nulla da invidiare a nessuno, anzi sono un vanto di questo Foro per la competenza e l’umiltà che li caratterizza.”

D. Il corso si presenta particolarmente articolato e ricco di interventi tutti gli aspetti della tematica: che tipo di impegno organizzativo è stato sostenuto dalla Fondazione o dall’Ordine?
“Una precisazione. Non mi piace scindere le due entità. L’Ordine ha creato la Fondazione  per dare al Foro una struttura stabile che si occupasse di formazione proprio perchè era diventata esigenza improrogabile quella di spingere l’acceleratore sulla crescita della intera classe professionale in un momento molto difficile e di grandi cambiamenti per l’avvocatura. Anche se materialmente l’impegno nella formazione è della Fondazione, ciò è reso possibile dalla stretta sinergia con l’Ordine che in noi e nel nostro lavoro ripone massima fiducia. Quanto all’evento, la difficoltà è stata solo quella di incastrare date e relatori, difficoltà che ha allungato i tempi di realizzazione. Per quanto riguarda – invece – il coordinamento, i numeri delle persone che hanno lavorato al corso, circa 10, possono far pensare ad una bolgia. Ed invece l’entusiasmo, la ripartizione dei compiti ed il rispetto reciproco hanno fatto si che il lavoro procedesse liscio sin dall’inizio. Una bella squadra e un patrimonio da non perdere”.

Non crediamo ce ne sia il rischio. Non fino a quando – ne converranno i colleghi – troveremo questa passione e vivacità nel piglio della Presidente, che aggiunge un’ultima annotazione: “Mi sembrava doveroso dedicare questo evento, spero il primo di una serie, a Michele Pierro [Presidente dell’Ordine Avvocati di Latina dal 1996 al 2003, scomparso nel 2005 – ndr] . Il suo impegno nello sport e nella formazione hanno lasciato impronte indelebili e l’auspicio è che quelle impronte segnino il passo di chi si avvia a questa maledetta bellissima professione. Sperando, ripetendo le sue parole, che “l’avvocato ritorni un giorno ad essere quello di fronte al quale ci si toglie il cappello”

 

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Michele Pierro
La costituzione della Fondazione per l’Avvocatura Pontina è avvenuta il 27/07/2012.               La intitolazione a Michele Pierro, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Latina dal 1996 al 2003, scaturisce dall’impegno che egli ha sempre profuso a difesa dei valori costituzionali tutelati dall’avvocatura, nella prospettiva di un costante e continuo progresso, con sguardo attento per le nuove generazioni di professionisti.

 

 

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