Gli operatori commerciali: “Da qui per ripartire davvero!”

Porre al centro dell’attenzione internazionale un paradiso naturalistico e un patrimonio anche turistico come Ventotene rappresenta per gli operatori locali una ragione ulteriore di fiducia e di aspettativa in proiezione futura.
Ne è convinta Rosaria Assenso, responsabile dell’Hotel Calabattaglia: “Sicuramente beneficiamo di una maggiore pubblicità che consentirà di diffondere Ventotene e le sue bellezze ai massimi livelli e questo non potrà che accrescere anche le potenzialità del settore ricettivo-alberghiero”.

D. Il tema Sicurezza è determinante, in occasoni del genere. Non ne siete preoccupati?
“Non vedo problemi in questo. Certo, controlli ci sono e ancora saranno al massimo livello, ma per noi è già costante la presenza di Guardia Costiera e delle verifiche dalla Capitaneria di Formia… Siamo ben strutturati per convivere bene con quanto la situazione straordinaria richiede”.

D. Quanto ha inciso l’aspettativa del vertice di mezz’agosto sull’andamento della stagione di quest’anno?
“In generale, non ci si lamenta: nel complesso potremmo comunque parlare di un incremento del volume d’affari all’incirca di un 10%. Non è male ma speriamo possa essere l’inizio di un nuovo corso.”.

Questo il senso pure dei tour operator.
Così ci risponde Pino Pepe di Incantamondo srl:
“Da anni aspettavamo un momento che ponesse Ventotene al centro dell’attenzione che merita. Ricordiàmo che questa è l’isola dove l’Europa ha trovato la sua prima origine e l’opera di Spinelli ha segnato qui le basi della nostra convivenza da cittadini europei. Abbiamo tanti motivi per essere fiduciosi”.

D. Sono tante le ricchezze e le potenzialità dell’isola. Forse ancora da sfruttare a pieno?
“Quando ci si limita a decantare il mare e gli scenari naturalistici di Ventotene, si fa torto al suo patrimonio archeologico, al suo patrimonio di storia antica, ai resti romani…
Ma si tralascia troppo spesso che abbiamo qui un carcere dalla storia e il passato unico al mondo [l’ex Ergastolo di Santo Stefano, già dichiarato nel 2008 dal Presidente della Repubblica “Monumento Nazionale” N.d.R]. Non a caso il governo Renzi ha destinato 70 milioni di euro per il suo risanamento e farne un centro studi e di formazione politica europeo. Un patrimonio che non mancherà di dare ancora i suoi frutti migliori.”

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