Homo homini lupus: il passato è ancora presente

Museo Ebraico, Berlino. “Foglie cadute” di Daniel Libeskind: un’ enorme stanza dal pavimento completamente ricoperto di volti di ferro, gridano, riproducono l’orrore vissuto nei lager nazisti.

Negli ultimi anni, sempre più spesso si sente parlare di movimenti neo fascisti e sempre più aumentano le intolleranze, il rancore, l’odio nei confronti del “diverso”, di chi non ha lo stesso colore o la stessa cultura.

Sono proprio i giovani a provare questi sentimenti nel modo più ardente, considerando miti i regimi passati, inneggiando a valori che si allontanano fortemente dal vivere in modo pacifico e civile, in un clima di rispetto reciproco.

Forse perché si parla troppo poco di storia, forse perché non sanno quei regimi a cosa hanno portato, non hanno mai letto le pagine di Primo Levi o sentito alcuna testimonianza di quei “diversi” che sono stati internati e privati della loro stessa identità, non considerati uomini, ma numeri, in quanto omosessuali, zingari o Ebrei.

Tutto questo è spaventoso, la storia dovrebbe insegnare a non ripercorrere gli errori già commessi, ma le sue pagine stanno accumulando polvere e l’incubo sta tornando. A cosa sono servite voci autorevoli come quella di Tucidide e di Cicerone, se ancora oggi si commettono gli stessi errori aberranti? Mentre leggete questo articolo molti omosessuali stanno subendo crudeltà in nuovi campi di concentramento in Cecenia e senza allontanarsi di tanto qualcuno, magari a pochi metri da noi, starà disegnando una svastica sui muri della città. Il passato è ancora presente. Lo dimostrano atti anche apparentemente innocui  che, però, racchiudono un grande significato, come nel caso del recente fotomontaggio dei tifosi laziali sulla immagine di Anna Frank.

Probabilmente per chi ha compiuto questo gesto, ma anche per molti altri questa foto non significherà nulla. Non gli farà pensare niente, non gli farà venire in mente che ogni anello che è presente in un questa testimonianza significa che una famiglia è stata spezzata, che tante persone hanno sofferto sin dal primo giorno quando sono state private del loro nome e della loro identità. Non gli farà percepire le urla di chi si é visto negare l’accesso nelle scuole o nei negozi, nè i graffi che le unghie di persone normali hanno lasciato sulle pareti delle camere a gas. Tutto questo lo ignorano ed è dell’ignoranza che bisogna avere davvero paura perché se il passato dovrebbe insegnare a loro non  ha insegnato niente.

 

Cosa possiamo fare par cambiare il presente?  Ricordare l’orrore che gli uomini hanno voluto operare contro altri uomini.  Conoscere. E far conoscere.

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