Gentile Direttrice,

vorrei confrontarmi con lei e con i lettori della sua rivista relativamente al quesito referendario del 4 dicembre. nella necessità di capire in maniera chiara e oggettiva  cosa c’è effettivamente scritto nel quesito e perchè c’è stato bisogno di arrivare al Referendum Costituzionale.

Ovviamente ho bisogno di fare delle domande:

1) sento spesso affermare che votando sì ci sarà un risparmio sui costi della politica.

Ma in che modo? Chi stabilisce gli emolumenti dei parlamentari?

La Costituzione può stabilire in dettaglio il tetto massimo degli importi da corrispondere per l’attività politica, quali devono essere le agevolazioni di cui i parlamentari e i politici devono godere e per quanto tempo?

Finora come sono stati decisi gli importi, le agevolazioni e le indennità e chi li ha decisi?

Quali sono effettivamente in dettaglio i risparmi previsti?

Perchè non abbiamo, noi cittadini, chiarezza su questi argomenti?

2) Perchè questa riforma costituzionale  viene spesso associata (dai sostenitori del si) ad una modernizzazione del paese? Ma cosa significa modernizzazione del paese?

Un paese avanzato tecnologicamente?

Un paese che sa stare nella competizione economica   con gli altri stati?

Un paese dove è bassa l’inflazione? Un paese che dia lavoro al maggior numero possibile di persone e garantisca una buona qualità di vita?

Se la risposta  è si, come tutto questo si collega con il referendum? Possibile che basterebbe solo ridurre il numero dei parlamentari per realizzare questo cambiamento? Le domande che vorrei porre sono tante ma mi fermo qui per il momento.

La sensazione che provo da quello che sto sentendo in questi giorni sull’argomento è che si sta spostando l’attenzione del vero problema su un falso problema.

Secondo me il vero problema è la crisi di un sistema economico che comincia a sgretolarsi, dove è in aumento la disuguaglianza sociale, dove ci sono grossi problemi associati al terrorismo, alla globalizzazione e l’immigrazione, all’inquinamento, al ridursi di alcune risorse, e non abbiamo modelli a cui far riferimento per poterli affrontare e allora che si fa? Si cerca di cambiare la costituzione. Perchè? Certo la costituzione può essere modificata, nulla è immodificabile, ma perchè proprio ora? E’ veramente necessario?

Ultima domanda che pongo: ma che tipo di cittadino e di individuo verrà fuori da questa riforma?

Un individuo consapevole dei suoi diritti e doveri, partecipe effettivamente della vita pubblica, capace di pensare con la propria testa, onesto, non ingordo, capace di assumersi la responsabilità delle proprie azioni e consapevole che anche l’ambiente in cui viviamo lo dobbiamo rispettare e conservare per le generazioni future, che sa gestire le proprie emozioni e sa risolvere i conflitti in maniera pacifica, e che sa fare bene il proprio lavoro senza sfruttare gli altri?

Un caro saluto

Maricò – Latina

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