MIGRANTI: velocizzare registrazione e riconoscimenti, Italia in difficoltà
Unione Europea, ricollocamento dei migranti dall’Italia e Grecia, la Commissione invita tutti gli Stati membri a rispettare e adempiere agli obblighi giuridici*Ungheria, Polonia ed Austria unici Stati che non hanno accolto ancora nessun migrante* L’Italia dovrebbe urgentemente velocizzare le procedure di identificazione e registrazione.

MIGRANTI: velocizzare registrazione e riconoscimenti, Italia in difficoltà 1Il sistema di trasferimento è stato istituito in due decisioni del Consiglio nel settembre 2015, in cui gli Stati membri si sono impegnati a trasferire persone, che necessitano protezione internazionale, dall’Italia e dalla Grecia.
Nella dodicesima relazione dell’Unione Europea a Strasburgo sui ricollocamenti è stato valutato in modo positivo lo sforzo degli Stati membri per il numero di persone trasferite fino a questo momento (che è quasi pari a quello di tutto il 2016).

Ma mentre la maggior parte degli Stati membri è attiva con trasferimenti regolari, alcuni non ne hanno effettuati affatto, trascurando il loro obbligo giuridico. La Commissione si è così concentrata sugli Stati membri che hanno disatteso gli impegni: “I risultati finora dimostrano che, se esiste volontà e determinazione da parte degli Stati membri, il trasferimento può funzionare, ma il successo di questo sistema non può dipendere solo da pochi. I termini politici e morali non sono suscettibili di interpretazioni diverse e invito gli Stati membri che hanno sistematicamente disatteso i loro obblighi ad iniziare immediatamente a farlo”. Ha così dichiarato Dimitris Avramopoulos, Commissario per la Migrazione, Affari Interni e Cittadinanza. L’Italia dovrebbe accelerare urgentemente le procedure per identificare e registrare quanto prima possibile tutti i candidati idonei e assicurare quindi il trasferimento. Proprio per questo motivo la Commissione aveva fornito 15,33 milioni di euro in emergenza per migliorare il funzionamento del sistema di trasferimento in Italia.
I trasferimenti, nonostante l’impegno della maggior parte degli Stati membri, non sono mai stati effettuati da parte di Ungheria, Polonia ed Austria (quest’ultima ha però formalmente promesso che trasferirà 50 persone dall’Italia), in violazione degli obblighi giuridici presi dagli impegni nei confronti dell’Italia e della Grecia e di una equa ripartizione della responsabilità.
La Repubblica ceca inoltre non è stata attiva per quasi un anno. Quindi le raccomandazioni della relazione sono principalmente agli Stati che non hanno ancora attuato le decisioni del Consiglio, con invito ad Ungheria e Polonia a partire immediatamente con i trasferimenti, alla Repubblica ceca nel rilanciare la delocalizzazione sospesa e all’Austria che oltre all’impegno iniziale con Italia di prenderlo anche con la Grecia. La Commissione ha invitato gli Stati membri a seguire le proprie raccomandazioni in uno spirito di cooperazione reciproca e di fiducia prima della prossima relazione di giugno. Nel caso in cui non ci saranno risposte concrete la Commissione presenterà nella prossima relazione possibili procedure di infrazione. Vai al report sulla Ricollocazione dall’Italia.

 

 

 

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