MUSEI Roma – Palazzo Braschi apre tutti i suoi spazi ai cittadini

Il Museo di Roma a Palazzo Braschi ha riaperto in una nuova veste dopo un intervento di valorizzazione con un nuovo impianto illuminotecnico dello scalone monumentale ed il  riallestimento dell’atrio con la settecentesca carrozza Chigi.

Un progetto promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, i servizi museali e il supporto dell’area progettazione di Zètema Progetto Cultura. Il progetto del nuovo allestimento nasce dall’idea che Palazzo Braschi possa ‘rispecchiare’ e ‘riflettere’ o ‘far riflettere’ la storia di Roma tra il XVII e il XX secolo permettendo una lettura trasversale di fenomeni sociali e culturali avvenuti nella Capitale in quel periodo di tempo. Palazzo Braschi rappresenta uno degli esempi più belli di architettura civile a Roma tra Sette e Ottocento. Costruito per il nipote di papa Pio VI, Luigi Braschi, l’edificio è stato progettato da Cosimo Morelli (1732-1812), con la supervisione di Giuseppe Valadier.

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Ritratto di Giovanni Battista Piranesi Pietro Labruzzi (1738-1805)
Dipinto

La struttura esprime lo sfarzo e l’eleganza secondo il gusto antiquariale e la cifra stilistica del Neoclassicismo. La visita del Museo di Roma si articola su due livelli espositivi, corrispondenti al secondo e al terzo piano dell’edificio. I curatori hanno puntato piuttosto che all’esposizione di tutti gli oggetti all’idea di trasmettere il dato informativo della loro esistenza e il valore documentario che tali oggetti rivestono ai fini del racconto della città di Roma. Vengono utilizzati anche supporti multimediali per i materiali più delicati come stampe e fotografie, che hanno altresì una funzione narrativa ed evocativa dei temi e dei contenuti trattati. Il percorso nel museo prevede delle scelte da parte del visitatore, così da rispettare l’originaria destinazione d’uso degli ambienti del palazzo. I visitatori potranno decidere secondo un criterio di tipo tematico tra un percorso pubblico ed uno privato. Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto la visita si articola nelle stanze dei coniugi Luigi Braschi e della moglie Costanza. L’aspetto pubblico invece racconta Roma attraverso le grandi manifestazioni che hanno caratterizzato la storia, dalla cerimonia religiosa alle mascherate del Carnevale, dai tornei cavallereschi al gioco delle bocce, dalle entrate trionfali di illustri personaggi politici al saltarello ballato in piazza dalle contadine. E poi i volti e le storie dei papi, cardinali, nobili, ricchi mecenati ed artisti. La rappresentazione di Roma prosegue con il racconto delle vicende che hanno trasformato per sempre il volto della città con le demolizioni della fine del XIX secolo e del Ventennio fascista. Frammenti di affreschi staccati, lapidei e di ceramiche, provenienti dalle zone di via dei Fori Imperiali – via Alessandrina e via del Mare e dalla demolizione della Spina dei Borghi in Vaticano. Plastici tridimensionali delle aree di intervento e reperti di scavo. Il modello in legno che rappresenta una ricostruzione del tessuto urbano del quartiere alessandrino nel 1871, realizzato dall’Università degli Studi di Roma Tre – Dipartimento di Architettura il Palazzo. In un’altra sala ospita gli affreschi cinquecenteschi di Polidoro da Caravaggio e Maturino da Firenze, provenienti dal demolito Casino del Bufalo che fu sacrificato per l’apertura di via del Tritone.

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Gustavo Eugenio Chauffourier (1845-1919)
Veduta del Tevere con la Cloaca Massima, il Tempio di Ercole Vincitore e la chiesa di Santa Maria in Cosmedin
Fotografia
1871
gelatina ai sali d’argento
mm 195×263

Nell’ultima sala il protagonista è fiumeTevere, fonte di approvvigionamento e via di comunicazione per secoli, ma anche causa di continue inondazioni. Alla documentazione fotografica realizzata dai Fratelli D’Alessandri durante la costruzione dei muraglioni, sono affiancati quadri di artisti dell’800 e ‘900 a testimoniare il rapporto inscindibile e non sempre facile della città con il suo fiume.

Orari 10.00-19.00 da Martedì a Domenica, biglietto d’ingresso intero 9,50 ridotto 7,50. La biglietteria chiude un’ora prima.
                                           Enrico Di Fabio

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