NELLE PIEGHE DEL DIRITTO E DEL PROCESSO – PAGAMENTI IN RITARDO: ricorre anche il DANNO NON PATRIMONIALE DA LESIONE
Dalle Avvocate  Celli e Naticchioni giunge una riflessione non comune a tanti operatori del Diritto e sicuramente di grande rilevanza, se incardinato nei casi reali con cui si confronta la giurisprudenza. Non potrà negarsi il ricorrere di danno – anche grave – in capo al creditore che riceve in ritardo (e quanto cospicuo, specie se dalla P.A.!) la soddisfazione del proprio avere. Proviamo ad immaginare una più diffusa lettura del qui descritto orientamento della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, ad esempio in ambito bancario. Che sia il 2018 un anno di definitiva  apertura anche per  questo ‘solco’ di civiltà.

di Beatrice Celli * e Gloria Naticchioni**

 

Per la lesione di un credito spetta non soltanto il danno patrimoniale ma anche il danno non patrimoniale, tenuto conto dell’orientamento oramai consolidato della Corte EDU che, anche ai valori patrimoniali – quali i crediti – ha accordato la tutela non patrimoniale riconosciuta al diritto di proprietà ex art. 1 Prot. 1 CEDU.

Difatti i Giudici di Strasburgo sono andati via via sempre più assimilando il concetto di proprietà testualmente richiamato nel ricordato art. 1 Prot. 1 cit. al concetto di “bene”, confermando l’idea che la tutela apprestata dal Protocollo n. 1 prescinde dalla qualificazione giuridica delle nozioni di proprietà e beni presenti nei singoli ordinamenti. Questa voce di danno viene normalmente liquidata in via equitativa in una somma determinata in una misura percentuale dal 10 al 20% dell’importo ottenuto in ritardo

Nel caso Buffalo s.r.l. c. Italia (Corte dir. uomo, 3 luglio 2003, Buffalo s.r.l. c. Italia, in www.dirittiuomo.it) la Corte dei diritti umani ha ritenuto rientrare nel concetto di bene il credito al rimborso di imposte non dovute spettante al contribuente corrisposto con notevole ritardo dall’amministrazione pubblica. In tale occasione la Corte, confermando le opinioni dottrinali volte a giustificare una nozione ampia del termine bene sulla base della nozione di property di common law e, dunque, a ritenere tale un “interesse patrimoniale sostanziale”, ha ritenuto che l’indisponibilità prolungata di somme dovute a titolo di rimborso produce un sicuro e considerevole impatto sulla situazione finanziaria del creditore proprio perché “un ritardo anormalmente lungo nel pagamento di un credito ha per conseguenza l’aggravamento della perdita finanziaria del creditore e lo pone in una situazione d’incertezza “.

E’ noto che il riconoscimento del danno non patrimoniale anche alle persone giuridiche ha pieno diritto di cittadinanza nel nostro Ordinamento (cfr. Cass. 7642/1991; Cass. 12951/1992; Cass. 3807/1998), ed è fisiologico che la sua liquidazione debba avvenire in via equitativa.

Sempre in tema di danno da ritardo nella messa a disposizione di liquidità ad un’impresa, ma relativamente alla componente patrimoniale e anch’essa da liquidare equitativamente, si richiama un’illuminante ordinanza anticipatoria adottata nel corso di causa (n. 1/2006 ex articolo 186 ter c.p.c, RG.112/2002 in www.lmlab.it/images) dal Tribunale di Brindisi, nella persona del Giudice dott. Alberto Munno. Vi si osserva  condivisibilmente: <<… sussiste il pericolo di grave pregiudizio nel ritardo di cui all’art. 642 c.p.c., identificabile nel nocumento potenzialmente derivante al creditore dalla mancata disponibilità della somma, attesa la sua qualità di imprenditore commerciale ed i conseguenziali rischi connessi alla crisi di liquidità così derivante nei rapporti commerciali intrattenuti dall’imprenditore con altri creditori e fornitori, a sua volta potenzialmente foriera di inadempimenti ed insolvenza >>.

 

 

* avvocato civilista Foro di Latina

** avvocato civilista e amministrativista del Foro di Roma

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