Politica –   Le donne nella Resistenza e nella Costituzione dell’Italia Repubblicana

“A Ventotene e nella Costituzione”  di Maria Sequino Verde edito da H.E.-Herald Editore, 2009;

La figura del compianto sindaco di Ventotene Beniamino Verde, morto tragicamente nel luglio del 1999, è  tutt’oggi ben presente agli abitanti dell’isola come alla collettività civile di un’intera regione che ne conobbe la passione e il vigore di amministratore. Non è da meno la personalità di Maria Sequino, che di Verde fu la moglie, accanto a lui con pari personalità e che vanta attività letteraria di storica e attenta  analista sugli anni del secondo conflitto. 

Raccogliamo volentieri la segnalazione che degli scritti di Maria Sequino Verde ci viene dalle colonne del mensile del sud pontino Il Golfo (il Golfo – Anno XLV – n.5-6/16) e dal suo Direttore avvocato Cosmo Damiano Pontecorvo. Con la semplicità che viene dall’osservazione di nomi e date e luoghi, rivivono – dalle pagine della Sequino – gallerie  virtuose di figure ormai immortalate dalla   storia, nel segno distintivo che fa giustizia di tante omissioni e pone al centro le tante figure tutte femminili, donne e intellettuali che furono protagoniste e artefici dell’Italia repubblicana,  preparando il nostro presente. Ci sembra – questa suggerita dal mensile di Pontecorvo – una modalità virtuosa di rendere onore ai fatti con un ricordo che si fa doveroso.

L’Autrice scrive  “…Tra le confinate ebbi fortuna di conoscere Camilla Ravera e , tra le altre Ursula

Hirschmann ed Ada Rossi“ e definisce la Ravera “dal carattere forte , fedele al suo credo politico comunista convinta, accanita antifascista “. Ancora la descrive “cagionevole di salute per gli stenti al confino, malata di cuore , aveva appena superata la tubercolosi , diceva di aver scelto la ridente cittadina balneare di Formia per la mitezza del clima”.

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Ursula Hirschmann (Berlino, 2 settembre 1913 – Roma, 8 gennaio 1991) politica e antifascista tedesca socialdemocratica

Ursula Hirschman, moglie di Eugenio Colorni e, quindi, di Altiero Spinelli, sarà madre di tre figlie avute da Eugenio ed altrettante da Spinelli. Ada Rossi era la moglie di Ernesto Rossi. Ancora, Bianca Bianchi, Elisabetta Conci, Maria Iervolino Untererichter Filomena Delli Castelli, Maria Federici Agamben, Nadia Gallico  Spano , Angela Maria Cingolani Guidi , Leonilde Iotti, Rita Montagnana_Togliatti , Teresa  Noce –Longo , maria maddalena Rossi , Grazia Verenin, costituiscono un “lotto “ delle 21 “donne Costituenti” che avevano acquisito il diritto di voto nel 1946.

La carta Costituzionale fu votata da una maggioranza di 566 Costituenti. Sfruttiàmo ancora il lavoro, apparentemente solo compilatorio, col quale Pontecorvo ci riporta appena pochi nomi tra i tanti altri. Appena per farne memoria a noi stessi e così tornare, tra i molti, a Benedetto Croce , Alcide De Gasperi, Gaspare Ambrosini , Walter Binni e Natalino Sapegno, Ivanhoe Bonomi , Aldo Bizzi , Piero Calamandrei , Ludovico Camangi , Pietro Campilli, Emilio Colombo, Tristano Codignola ,Epicarmo Corbino, Benedetto Croce, Giuseppe Di Vittorio , Edoardo D’Onofrio, Amintore Fanfani, Giuseppe Ermini, Igino Giordani, Guido Gonnella, Antonio Giolitti, Giuseppe Grassi Giovanni Gronchi, Fausto Gullo, Alberto Jacometti, Ugo La Malfa, Giorgio La Pira, Giuseppe Alzat, Giovanni Leone e Raffale Lettieri, Arturo Labriola, Oreste Lizzadri, Edgardo Lami Starnuti, Giuseppe Lupis ,Luigi Longo, Concetto Marchesi , Raimondo Manzini, Gaetano Martino, Bernardo Mattarella, Enrico Meda, Carlo e Giammarco Matteotti, Riccardo Momigliano, Rodolfo Moranandi, Aldo Moro, Vittorio Manuele Orlando, Francesco  Saverio Nitti, Giancarlo e Giuliano Pajetta Giuseppe  Paratore Ferruccio Parri, Giuseppe  Pella, Sandro Pertini, Attilio Piccioni , Luigi Preti, Pier Carlo Restagno, Meucci Ruini,  Oscar  Luigi Scalfato, Mario Scelba , Antonio Segni, Giuseppe   Saragat, Ignazio Silone, Emilio Taviani, Umberto Terracini, Palmiro Togliatti, Ezio Vanoni, Benigno  Zaccagnini, Mario Zagari, …

Semplicemente un elenco, carico della verità ‘pesante’ dei fatti e della Storia. Di quella verità si avverte il bisogno, oggi mentre lo scontro politico-istituzionale si inasprisce e pone a rischio certezze e fondamenta della nostra vicenda repubblicana. In nome del cambiamento che rischia di  essere ad ogni costo e fine a se stesso, pressato da decenni di ‘palude’,  forse il cambiamento comincia dal fare memoria. Finalmente ossequiosa e tutt’altro che convenzionale – memoria di quelle donne e di quegli uomini i cui nomi prima inducono ad abbassare la testa, poi imponendo un dovere assoluto che è impegnarsi a capire, a pretendere di comprendere tutto.

A cominciare da quella ‘incomprensibile leggerezza’ del riformare.

 

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