QUI BERGAMO – Non solo Unesco: Ex-Albergo Diurno, patrimonio della città

‘CONTEMPORARY LOCUS’:  ALL’EX DIURNO UNA STORICA RIAPERTURA NEL CUORE DELLA CITTA’ APPENA INSIGNITA DEL RICONOSCIMENTO UNESCO PER LE SUE MURA VENETE
Nel 1944, quando vide la luce,  non poté che essere come rifugio antiaereo, nella Bergamo vessata dalla guerra:  struttura circolare, coi suoi 1200 metri quadri completamente interrati, da raggiungere attraverso una scalinata ampia, che permetteva un afflusso massiccio degli sfollati. QUI BERGAMO: EX-ALBERGO DIURNO, PATRIMONIO DELLA CITTA'Già dal 1949 fu traformata in Albergo Diurno e tale rimase fino a tutto il 1978, grazie a ottime dotazioni igienico-sanitarie, valide a supportare quelle commerciali e ricreative che fiorirono negli anni della ripresa.
Dallo scorso maggio, per quanti conobbero il sito fin dalle origini come per tutti gli amanti della città virtuosa e storica oggi così apprezzata e  cara anche all’Unesco, l’ex Diurno è come se fosse tornato a vivere e farsi centro vitale di cultura e socialità ritrovata, come lo era nel glorioso passato. Si è celebrata – da maggio a fine luglio, in attesa del programmato ‘debutto’ fissato per il 2019 – la nuova edizione di “Contemporary Locus 12”, mostra che qest’anno si è scelto di collocare proprio lo storico  spazio sottostante Piazza Dante, nel cuore  della città. Protagonisti i luoghi, naturalmente, ma in perfetta simbiosi con la presenza di due artisti immaginifici e diversissimi fra loro come lo scultore francese Kader Attia e il musicista sperimetatore Alvin Curran. Ad Attia, presenza internazionale di grande richiamo, anche per il 2017 protagonista alla Bennale di Venezia, si deve il provocatorio e geniale allestimento – che è ambientale, prima che di video e scultura – sul concetto di repair (riparazione), che da fisica si fa anche morale. Perché repair non sia un ideale di perfezione o perfino di nuova creazione dello stato originario delle cose e dei luoghi: piuttosto un coinvolgimento della memoria, la sola forza ‘politica’ capace di lenire e «riparare le fratture della storia».Bergamo: non solo Unesco 2 L’americano Alvin Curran (Providance, 1938), che ormai ha scelto Roma per vivere, operare e sperimetare, è stato un vero pioniere della musica elettronica e indiscusso protagonista dell’avanguardia degli anni ’60 insieme a John Cage e Nam June Paik. , ha portato allo spazio di Bergamo tutto il retaggio delle sue esperienze di Musica Elettronica Viva e la stessa ricerca minimalista. La collaborazione dell’Istituto Superiore di Studi Musicali Gaetano Donizetti ha supportato e consentito il prestigioso evento. Le composizioni del genio americano sorprendono il pubblico e questo non tarda a riconoscerle come frammenti sonori, scoprendo azioni che si tramutano in sorprendenti e coinvolgenti paesaggi sonori. Sfruttando al massimo la struttura circolare della struttura, tecnicamente ideale per intrecciare le onde sonore con risonanze imprevedibili, nasce la performance “Concerto per vasca da bagno e orchestra”: composizione a più musicisti e strumenti, tra cui non si trascura nemmeno un tavolo da biliardo!
Il resto, confermano a Bergamo tutta, lo fa il posto affascinante e quasi mitico, rinnovando i fasti della vita mondana che vide per lustri le presenze immancabili di intellettuali e protagonisti del nostro tempo, come Vittorio Feltri che ne fu per decenni assiduo frequentatore. Fra eventi e visite guidate, sotto il vincolo della Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici, l’ex Albergo Diurno torna, insomma, allo splendore che si deve ai luoghi più suggestivi della storia sociale bergamasca, uscendo dal silenzio di oltre 40 anni di inaccettàbile oblio. Bergamo: non solo UnescoE pare davvero il miglior omaggio al riconoscimento dell’Unesco, che ha appena segnalato come patrimonio dell’Umanità, proprio a Bergamo, le storiche mura Venete.  Ancora una perla italiana, a rafforzare un primato culturale inarrivabile nel mondo.

Le Mura Veneziane, orgoglio e patrimonio storico della città di Bergamo, sono state insignite, dallo scorso 9 luglio, del riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’Umanità. I cento rintocchi del campanone della Torre civica hanno celebrato l’evento annunciandolo ai cittadini. L’impegno sia quello di prolungarne l’eco,  richiamo costante e quotidiano a difesa e valorizzazione dei mille altri siti del patrimonio Italia.

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