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Così, ad uso e consumo dei colleghi del foro pontino – più direttamente interessati da queste righe – LED ha deciso di pubblicare nelle ore di dopo voto l’integrale testo destinato ai candidati del foro di Latina e a loro indirizzato negli scorsi giorni di vigilia di scrutinio.
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Sono avviate, in queste settimane, le tornate elettorali per il rinnovo dei Consigli degli Ordini forensi d’Italia.
Metti gli avvocati ad eleggere i propri rappresentanti e potrai ottenere due scenari. Da un lato, quello più auspicabilmente (ma niente affatto scontatamente) impegnato sui contenuti, i programmi con cui si differenzino le proposte delle varie liste o perfino dei singoli candidati. Di questa roba chi scrive conserva memoria diretta ma troppo risalente nel tempo.
L’altro scenario – almeno dall’osservatorio pontino da cui questo stesso giornale prende, anche territorialmente, le mosse – è da anni e lustri più prosaicamente e cinicamente impostato sulla competizione in se stessa, dove la contrapposizione di liste è, di fatto, ‘annacquata’ dalla consolidata e generalizzata prassi che mira a ‘blindare’ il risultato con sofisticate alchimie anche aritmetiche, piuttosto che a sviluppare dibattito e confronto. In questa logica dominante, il programma rimane indispensabile sfondo, ineludibile facciata, di fatto un mero comprimario nella recita del rito. Finisce, così che – con il supporto della tecnologia che abbrevia tempi e modi – l’immagine la fa da padrona, efficacemente camuffando la penuria di idee e scoraggiando perfino il dissenso costruttivo.
Senza pretesa di risultare esaustivi (così scriverebbe un bravo relatore di convegno), ci sembrano questi i due profili di una categoria che nell’opinione pubblica facilmente si traduce in ‘casta’, E in parte lo è, soprattutto quando – da avvocati – si rinuncia a dibattere e cercare soluzioni, preferendo buonismi di facciata a garantire posizioni acquisite, abitudini stantìe, nocivi conservatorismi.
Ciò che fin troppo spesso ci è dato osservare, appare francamente disdicevole, anche come direttrice di questo giornale che dall’avvocatura nasce e agli avvocati in tanta parte si rivolge. Disdicevole e meritevole di un ultimo tentativo di sollecitare almeno il principio di un vero cambiamento, con buona pace dell’utilizzo inflazionato del termine.
Così, ad uso e consumo dei colleghi del foro pontino – più direttamente interessati da queste righe – LED ha deciso di pubblicare nelle ore di dopo voto l’integrale testo destinato ai candidati del foro di Latina e a loro indirizzato negli scorsi giorni di vigilia di scrutinio.
Ai Colleghi di altri distretti – dal Lazio alle altre aree d’Italia cui la testata pure si rivolge – l’invito è ad aggiungere le proprie differenti ‘letture’, a descrivere le proprie realtà ambientali e professionali. Per riscoprire – tutti – il senso perduto della Rappresentatività dell’Avvocatura.
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