Presentato a Roma lo studio  su stress da lavoro correlato. Intervista a Tiziano Coco, responsabile nazionale First Cisl

Torniamo volentieri a parlare di un tema di massimo rilievo in diritto del lavoro come lo stress da lavoro correlato.  Alla vasta problematica della qualità e sicurezza negli ambienti di lavoro è dedicato il libro che, intorno allo studio “Stress lavoro correlato e benessere lavorativo” l’avvocato Pasquale Lattari insieme agli psicologi Roberto Spanu e Marco Vitiello ha dato alle stampe per i tipi di Key editore ad aprile 2018. Dopo essercene occupati già da queste pagine per la recensione dell’ottimo volume a più autori, il 9 novembre scorso un seguitissimo  convegno organizzato a Roma dalla FIRST CISL nazionale (sindacato dei bancari, assicurativi, autority e riscossione) e coordinato dal  dr. Tiziano Coco – responsabile del settore di ruolo DIFIRST dedicato alle alte professionalità e dirigenti – ha richiamato l’attenzione  sui risultati dell’indagine svolta recentemente dal sindacato proprio sulla scorta dei periodici rilevamenti della Commissione Europea pubblicati da Eurobarometer (l’ultimo sul tema nell’aprile 2014).

Incontriamo il dr. Coco all’auditorium Carlo Donat Cattin che ha ospitato il convegno nella capitale.

D. Quale la principale motivazione che ha mosso il sindacato ad un’analisi così complessa e impegnativa?

R. Domanda legittima, se solo si pensi come, fino a pochi anni fa, non esisteva un abbinamento specifico fra    la voce ‘stress’ ed il tema del lavoro. Non si identificava, insomma,  una patologia ‘autonoma’ e a sé stante rispetto a quella invece generalmente riconosciuta per la totalità delle quotidiane attività della vita di oggi.

D. La radice prima dello stress da lavoro correlato non può che ritrovarsi nelle pieghe di una società in forte evoluzione…

R.  La verità è che la digitalizzazione ha determinato un vero   sconvolgimento dei modelli organizzativi all’interno delle aziende e questa, a sua volta, ha comportato una vera e propria transizione dal “lavoro/prestazione” al “lavoro/risultato”. La prestazione è stata la figura-base su cui nel secolo scorso si è fondato il quadro normativo sul lavoro subordinato, mentre nella realtà il binomio lavoro/risultato (non conta quando lavori, conta il risultato raggiunto) che risponde invece alla rivoluzionaria impostazione del presente, sembra prendere sempre più il sopravvento. Si assiste quindi ad un ribaltamento delle logiche spazio-temporali che governano le ore trascorse sui posti di lavoro, costantemente votate all’ottimizzazione dei risultati produttivi. Ecco perché la fenomenologia oggetto dello studio che presentiamo in questo testo non può prescindere dal quadro sociale e produttivo che è sotto gli occhi di tutti.

D. Quali sono le caratteristiche dell’indagine?

R. Partiamo dallo studio statistico-analitico Eurobarometer 398 del 2014   della Commissione europea che analizza le condizioni di lavoro nei 28 Stati membri dell’Unione. In questo ambito, e su un territorio volutamente più ristretto, FIRS TCISL ha ritenuto dover strutturare un’esplorazione sul campo delle condizioni effettivamente esistenti fra i lavoratori del settore rappresentato. Il tutto si è reso possibile     in collaborazione col Centro Interuniversitario di Ricerca in Psicologia Ambientale (CIRPA) dell’Università Sapienza di Roma e lo Studio Saperessere.   È così stato evidenziato come la voce ‘stress’ sia nettamente (per il 53% dei lavoratori intervistati) il più importante fattore di rischio connesso all’attività svolta nelle ore di lavoro. Così è oggi acclarato scientificamente quanto incidano sul quadro produttivo e sociale fenomeni individuali come stress, depressione o ansia.

D. L’indagine, come ben evidenziato dal testo presentato il 9 novembre a Roma, cura anche il versante tecnico-giuridico del problema…

Si, questo – direi – è l’aspetto ancor più caratterizzante da osservare. Lo studio, infatti, si è diretto da subito a valutare anche i risvolti normativi e giuridici sulla materia. Del resto, è assolutamente evidente quanto tutte le componenti del ciclo produttivo di un’azienda incidano e, quanto siano – dunque – da sorvegliare gli oneri posti a carico delle aziende sui comportamenti da tenere e le stesse attività da svolgere per scongiurare o limitare al massimo i rischi di situazioni-limite, cause di stress psico-fisico per il lavoratore e, insomma, in un’ottica di tutela complessiva e piena dei diritti del dipendente.

D. Va pure sottolineato lo spirito pratico della pubbolicazione, pur nell’esposizione di risultati scientifici.

R. È sicuramente questo un grande pregio dell’opera. Non a caso il lavoro si avvale del lavoro e dell’intervento di tre distinti professionisti e alla “lettura” giuridica con l’avvocato Pasquale Lattari per le valutazioni di massima attualità in termini di dottrina e di prassi, si affianca quella resa dagli psicologi Spanu e Vitiello i cui interventi dimostrano che lo studio sta ponendo nuovi interrogativi per i quali non si hanno ancora tutte le risposte. Anche per questo il sindacato deve mantenere alto il proprio ruolo di vigilanza e attenzione sui fenomeni che toccano “la salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività”, e quindi la qualità di vita all’interno delle nostre imprese; concetto questo ripreso e fortemente sottolineato, a conclusione dei lavori, dal segretario generale FIRST CISL, Giulio Romani.

*intervista raccolta da Annalisa Romaniello

 

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