Storie di Dislessia: storia di Alessandra e suo figlio

La mia storia è questa, anzi la storia di mio figlio è questa.
Mio figlio all’età di tre anni non riusciva ancora a parlare come facevano tutti i bambini della sua età, allora io da mamma ho deciso di portarlo a fare una visita dalla logopedista.

Da lì è iniziato il suo percorso, un percorso pieno di ostacoli perché, frequentando l’asilo ed essendo lui anche molto iperattivo, veniva messo in disparte da qualche insegnante ritenendolo un bambino con problemi.
Anzi, fu proprio l’insegnante che un giorno mi disse “Tuo figlio ha qualche problema, dovresti portarlo da un neuropsichiatra infantile” e io le risposi “Forse ci deve andare lei perché mio figlio sta facendo già il suo percorso”.
Poi è iniziata la scuola elementare e anche lì.. siccome non avevamo ancora una diagnosi si perché la diagnosi è arrivata dopo 6 anni di logopedia.

Beh la scuola per mio figlio non è stata facile, le insegnanti lo trattavano da diverso i compagni lo trattavano da diverso, i compiti beh i compiti si facevano solo quando c’era l’insegnante di sostegno, altrimenti se non c’era veniva portato in altre classi o addirittura fuori con la bidella.

Sono stata colpevolizzata io come mamma perché se mio figlio aveva difficoltà in matematica o in italiano era colpa mia perché io ero troppo apprensiva nei suoi confronti.

Mio figlio ha iniziato a leggere in elementare proprio perché la sua diagnosi è stata fatta in ritardo e per questo è rimasto molto indietro rispetto ai suoi compagni.
Lui non ha mai dimostrato il suo disagio per il suo essere trattato da diverso solo perché DSA, anzi con il passare degli anni si è cucito addosso una corazza sia per affrontare gli insegnanti che per affrontare tutti coloro che non lo capiscono.

Perché tutti devono sapere che essere DSA non vuol dire essere diversi.

Storia di Alessandra e suo figlio

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