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Il volto delle donne: a Palazzo Madama la mostra per gli 80 anni della Repubblica

by Veronica Rauso
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In occasione delle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica Italiana, le istituzioni aprono le porte all’arte e alla memoria storica nella prestigiosa cornice della Sala Maccari di Palazzo Madama, la mostra istituzionale intitolata “Il volto delle donne. 80 anni di Repubblica: storie di ingegno, dalle grandi artiste alle Madri Costituenti”.

Promossa dal Senato della Repubblica e dal Ministero della Cultura, con l’organizzazione dei Musei Nazionali di Perugia. Nelle sale del Senato ritroviamo capolavori della pittura di Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani e Rosalba Carriera, concessi in prestito dai principali musei e pinacoteche nazionali italiani.

La mostra pone un parallelismo politico e civile: l’ingegno artistico che si fonde con l’impegno istituzionale. Una sezione è interamente dedicata alle 21 Madri Costituenti, le eccezionali figure femminili elette nell’Assemblea Costituente durante le storiche votazioni del 2 giugno 1946.

Ottant’anni fa, le donne facevano ingresso nelle istituzioni ponendo le basi dell’Italia contemporanea. Attraverso ritratti, e biografie dettagliate, la mostra pone l’attenzione su donne del calibro di Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin, Teresa Noce e Maria Federici. Donne che, superando divisioni ideologiche e di partito, fecero fronte comune per inserire i principi di uguaglianza di genere, tutela della maternità e parità di diritti nel testo definitivo della nostra Carta Costituzionale.

“Il volto delle donne” non si limita dunque a essere una semplice galleria di opere d’arte, si configura come un vero e proprio tributo alla cittadinanza attiva e un’esortazione istituzionale a proseguire nell’opera di ricerca, studio e valorizzazione del ruolo fondamentale che le donne hanno esercitato e continuano a esercitare nella storia sociale, culturale e politica della nostra nazione.

Le 21 Madri Costituenti rappresentano la base su cui si fondano i diritti civili italiani scardinando la visione patriarcale dell’epoca attraverso battaglie mirate come ad esempio L’accesso alla Magistratura obiettivo fu raggiunto con l’Articolo 51, anche se la prima donna magistrato entrerà in servizio solo nel 1965. La tutela del lavoro femminile Teresa Noce segui la stesura dell’Articolo 37 ed ottenne la parità di retribuzione a parità di lavoro e la tutela essenziale per la maternità.

Nilde Iotti difese fermamente l’uguaglianza dei coniugi nella famiglia. Il suo impegno si riflette nell’Articolo 29, che riconosce la parità morale e giuridica tra uomo e donna.

La gioventù e i simboli, Teresa Mattei la più giovane eletta a soli 25 anni, propose l’uso della mimosa come simbolo della Giornata della Donna, e contribuì in modo decisivo alla formula dell’uguaglianza sostanziale nell’Articolo 3.

Il percorso espositivo a Palazzo Madama offre al pubblico la prova visiva di come il volto della Repubblica sia, prima di tutto, un volto femminile.

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