Chi se lo sarebbe sognato, fra i bolidi e i mostri sacri del gran premio di Formula Uno del Giappone, di celebrare pure un 18enne bolognese come il più giovane leader di corsa di sempre, nel campionato più prestigioso, tra i campioni eccelsi da 300 all’ora? Stamattina, ancor prima che la giornata di domenica prendesse a macinare i suoi riti casalinghi, il popolo del Grande Circo ha assitito a 10 giri di gara con un leader più fresco, più forte, più giovane di tutti, a scolpire nella storia non solo il suo nome ma pure il senso grande che torni presto un pilota italiano a lottare per un mondiale.

Lewis Hamilton e il diciottenne Andrea (Kimi) Antonelli. passato e futuro della Mercedes F1 2025
Kimi Andrea e solo infine Antonelli: secondo il codice fra loro instaurato dal patron Mercedes Tony Wolff, siede null’altro che al posto di sua Maestà Hamilton, sulla Mercedes 2025. E’ il nuovo, nuovissimo, scintillante acquisto della scuderia tedesca, lesta e brava ad intuire di che pasta fosse il cavallino (lapsus voluto!) scelto per il nuovo corso.
Dicono le cronache di quanti record siano crollati, oggi, in pochi giri di pista e pochi centesimi di secondo, a furia di ‘tirare il collo’, e di parecchio, al primo stint con gomme medie. Risultato: per oltre dieci giri diventa il leader della corsa, il più giovane di sempre in un Gran Premio F1 e perfino, giacché c’era, per ampi sprazzi il più veloce sul giro ma fino a far segnare alla quartultima tornata un 1:30.965 di giro veloce dell’intera corsa (il più giovane, il più giovane). A voler imperversare, il record che s’è preso, della pista di Suzuka, apparteneva proprio a lui, ‘re’ Hamilton 7 volte mondiale.
Tanto vale fermarsi qua. La corsa è partita, al prossimo traguardo.