La comunità dell’acqua diviene un network riconoscibile per affrontare le sfide del futuro

di Domenico Letizia

Unire la valorizzazione del patrimonio liquido e idraulico tra padovano, Venezia e i borghi della Campania per scoprire un percorso comune di tutela dell’acqua e dei paesaggi dell’acqua. Non solo. Oltre gli aspetti della cultura tangibile e materiale vi sono anche gli aspetti della cultura legati alla percezione dell’acqua e all’immaginario dell’acqua. L’acqua come fonte di ispirazione della cultura del passato che rischia di essere dimenticata e che oggi può tornare ad avere importanza e valorizzazione. Un’attività di ricerca che attraverso il passato permette di immaginare il futuro del nostro rapporto con l’acqua. Nasce a Sassinoro, piccolo borgo rurale ai confini tra Campania e Molise, la Rete nazionale e internazionale dei #PaesiDellAcqua.  Ha preso forma l’idea di costruire e proporre la rete dei Paesi dell’Acqua – PDA Network, ovvero, l’insieme immateriale, dei luoghi e delle comunità delle aree interne che “appartengono” all’acqua, che si identificano culturalmente nei principi ereditati dalle civiltà evolute grazie al patrimonio idrico. Il protocollo d’intesa che ne è scaturito, attualmente disponibile in tre lingue e scaricabile su www.paesedellacqua.it è stato proposto agli enti pubblici e alle organizzazioni della società civile, che in questi anni hanno supportato e condiviso le iniziative dell’Associazione culturale Paese dell’Acqua. A guidare il percorso è Marco Iamiceli, esperto di politiche pubbliche e sviluppo locale. “La connessione con altre realtà locali e nazionali ci fa comprendere che le diversità possono trovare unione negli obiettivi comuni e i luoghi e le comunità interne sono risorse da valorizzare, scoprire e tutelare. Una necessità quella di dover lavorare in comune con al centro l’attenzione per le comunità interne nonostante le distanze geografiche. Giungiamo alla nascita dell’evento Acque Comuni con queste premesse. Ragionare sulla rete, sul protocollo, su un gruppo di persone diverse che diventa comunità riconoscibile per affrontare, riflettere e programmare nuove iniziative non solo per gli enti pubblici ma per tutte le comunità materiali e immateriali legate al patrimonio liquido”, dichiara Marco Iamiceli.  L’obiettivo della Rete è quello di dare forma e vita ad un partenariato capace di progettare, scambiare buone pratiche o semplicemente dialogare, riportando al centro del dibattito la cultura ambientale che nasce proprio da quel patrimonio naturale che caratterizza tutte le aree interne del nostro paese e del continente europeo. I componenti della rete, che fino ad ora hanno sottoscritto l’accordo, sono Enti pubblici e organizzazioni della società civile che hanno origini culturali e geografiche apparentemente diverse, ma tutte accomunabili nell’intento di custodire quella spina dorsale del nostro paese, dalla quale, nella maggior parte dei casi, provengono le risorse idriche. Si è svolto su Facebook il primo incontro, in modalità da remoto, un incontro con i partners di Acque Comuni, i componenti della Rete che hanno dato il via ufficiale al Network attraverso un webinar di presentazione, lanciato in diretta sulla pagina Facebook. Ai lavori ha partecipato anche Eriberto Eulisse, direttore del Centro Internazionale Civiltà dell’Acqua Onlus e direttore della Rete Mondiale UNESCO dei Musei dell’Acqua, un’iniziativa promossa da UNESCO-IHP (International Hydrological Programme).

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