LA MAGGIORANZA SILENZIOSA

IL CASO LATINA PORTA ALLA LUCE ANNI DI CONTRADDIZIONI DEL FORO AVVOCATI PIU’ GRANDE DEL LAZIO DOPO ROMA

Era nelle cose: per il COA di Latina, l’Ordine Avvocati secondo   nel   Lazio solo alla capitale, il disastro di oggi era nelle cose.

Lo spettacolo inguardabile, e  quasi difficile a credere, getta le radici in fatti recenti ma soprattutto in vicende remote per chi ha memoria lunga, errori antichi  ma ben presenti e purtroppo durevoli, fino alla paralisi istituzionale di questi mesi di fine 2020.

Due fazioni l’una contro l’altra armata, a  sostegno di ragioni che, per quanto legittime, sfuggono decisamente a noi  che ci ostiniamo a ricercarne il senso, nella dimensione più alta che sempre dovrebbe garantirsi all’Avvocatura.    

S’è scritto, e a ragione, che non si ritrovano precedenti né casi analoghi in qualunque altro foro d’Italia ma ciò non spiega tutto.
Perché il quadro si completa con un terzo incomodo, il più importante, che è la maggioranza degli  avvocati che di quella Istituzione oggi così sconquassata sono gli avvocati Iscritti, membri ineludibili, anche se esautorati da ogni centralità, svuotàti d’ogni ruolo se non quello di fare massa (niente affatto critica). E’ la componente essenziale che dà senso e  giustifica i numeri che, a ogni più recente tornata delle elezioni forensi nel pontino, ri-consegnano puntuale  agli onori consiliari i protagonisti di un film già visto, legittima espressione di un elettorato minoritario.

Resta in silenzio la vera maggioranza, numerica e morale del Foro Avvocati di Latina e provincia; la maggioranza silenziosa che tace ancora troppo e che – dati alla mano – da troppi anni neanche si esprime. Si iscrive ai gruppi social ma per restarsene, ossequiosa e prudente, ad osservare i pochi ardimentosi che osano qualche post fuori dal politically correct (il che,  in tempo di crisi, diventa massimamente scorretto).

Pure,  è da lì che dovrà  muovere, presto o tardi, la ripartenza dell’Avvocatura, o di quella parte di essa non più disposta a  condividere oltre la responsabilità del ‘caso’ Latina e la mortificazione della più alta delle Professioni.

E’ la vera Politica, Collega, quella che i libri di Storia ci insegnano perduta nelle società smarrite, incapaci  di valori collettivi e dignità profonda. Rimossi i vuoti di memoria e di coraggio, dovrà pur riaversi dal sonno, la maggioranza silenziosa.   Per imporsi e farsi contare.

Annalisa Romanello

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